30 ott 2014   Articolo di Alessandra Fassari    

“Prospettive per una nuova organizzazione umanizzata della Riproduzione Assistita che pone al centro il paziente-persona”, questo il titolo della due giorni congressuale promossa dalla Fondazione Hera e patrocinata dal Comune di Catania, che ha avuto il via sabato scorso nei locali del Grand Hotel Villa Itria a Viagrande. I lavori aperti da Fiorentino Trojano, assessore del Comune di Catania con delega “Armonia Sociale e Welfare”, sono stati moderati dai giornalisti Nuccio Sciacca, medico, e Caterina Andò.

Fra i relatori: i rappresentanti delle associazioni AIDAGG (Associazione italiana per la donazione altruistica e gratuita dei gameti), Amica Cicogna, Gemme dormienti, Madre Provetta, Sos Infertilità, il Presidente di Hera, Mario Gambera, il ginecologo Antonino Guglielmino (nella foto), Direttore dell’Istituto di Medicina e Biologia della Riproduzione UMR/HERA di Catania, la biologa Sandrine Chamayou, Responsabile Scientifico del suddetto istituto, Luigi Chiappetta, Direttore Sanitario e responsabile clinico del Centro Crea di Taranto e Maria Santo, Presidente del Collegio Provinciale delle Ostetriche di Messina. 


Un momento d’incontro fra le varie associazioni di pazienti infertili, un confronto dialettico con le istituzioni regionali e la società civile, un dibattito per affrontare le urgenti tematiche e riflettere sullo stato delle cose in atto. «Le direttive europee, di fatto, hanno trasformato i centri di riproduzione assistita in centri di trapianto ed anche la Regione Siciliana si è adeguata, inoltre diverse sono le sentenze che la Corte Costituzionale in questi anni ha deliberato, vedi ad esempio la recente 162 del 9 aprile 2014 sull’“eterologa”; questo -sottolinea il Dottor Guglielmino- è il panorama nel quale si muove Hera che punta all’inserimento della riproduzione assistita all’interno dei LEA (livelli essenziali di assistenza) per equiparare la nostra Regione alle altre, il tutto nell’ottica di fornire alle coppie siciliane la procreazione assistita in maniera gratuita  evitando quella migrazione che non è causata dalla scarsezza delle nostre strutture, bensì dalle agevolazioni economiche di cui è possibile usufruire solo al di fuori dalla nostra terra e a cui peraltro sta a monte, paradossale ma vero, un pagamento da parte della Regione Siciliana.»

Le relazioni si sono così susseguite creando vivaci confronti e scambi di opinioni fra i presenti. Un momento chiave del convegno ha, poi, posto l’attenzione sul concetto di “umanizzazione” delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, quelle che gli aglosassoni definiscono friendly, «sono approcci umanizzati –ha commentato ancora una volta il dottor Guglielmino- per cui si cerca di trovare nuovi metodi che possano eliminare le complicanze che stanno alla base della PMA, così per l’iperstimolazione si mettono in atto approcci più leggeri e per le gravidanze plurime, si riesce ad evitarle attraverso un processo di selezione qualitativa che, tramite l’avanzamento della ricerca, oggi, ci permette di individuare l’embrione migliore ed agire direttamente su di esso.»

http://www.siciliaedonna.it/salute-bellezza/procreazione-medicalmente-assistita-ce-il-metodo-friendly/

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