Allegato "A" all'atto Rep. n. Racc. n.

STATUTO dell"Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti - Associazione di Promozione Sociale".

ART. 1 – DENOMINAZIONE – SEDE

E’ costituita l’Associazione senza scopo di lucro denominata "Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti – Associazione di Promozione Sociale, sigla abbreviata "AIDAGG Associazione di Promozione sociale".

L’Associazione ha sede in ROMA (RM), Viale XXI Aprile 12 e potrà costituire sedi secondarie e/o operative su tutto il territorio nazionale.

ART. 2 – OGGETTO e SCOPO

L’Associazione è apartitica, non confessionale e senza scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà ed utilità sociale, a favore sia degli associati che dei terzi, nel pieno rispetto della dignità umana e con finalità di promozione di valori umani e sociali.

In particolare essa ha il seguente scopo:

1.Promuovere in base ad un principio di solidarietà sociale la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana particolarmente fra la popolazione fertile;

2.Promuovere, facilitare ed agevolare la donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana;

3.Svolgere ogni forma di sensibilizzazione, attività informativa e formativa e di controllo, diretta ai cittadini, a Medici, Pazienti, Centri di Procreazione Medicalmente Assistita, Consultori Familiari, finalizzata alla donazione gratuita ed altruistica dei gameti.

4.Svolgere attività di vigilanza, controllo e denuncia di ogni abuso, violazione di norme di legge o regolamenti, ostacolo o elusione riguardanti la libera e gratuita donazione di gameti;

5.Promuovere, condurre e partecipare a ricerche riguardanti le coppie e le famiglie che hanno utilizzato tecniche di procreazione medicalmente assistita, in particolare di tipo eterologo e sui nati da tali tecniche, con particolare riferimento alle ricerche riguardanti la salute ed il benessere psicofisico.

6.Promuovere l'assistenza ai soggetti di cui al precedente punto 5, sia direttamente, che attraverso invii a servizi psicologici specialistici.

7.Gestire nei limiti e con le modalità consentite dalla legge sistemi informatici finalizzati all’accesso delle informazioni relative alla donazione dei gameti, alla loro disponibilità presso i Centri, al raccordo fra tutti i soggetti e gli operatori coinvolti nella donazione dei gameti e nelle pratiche di fecondazione assistita con gameti di donatori, fra cui, esemplificativamente

e non esaustivamente, il Ministero della salute, il Consiglio dell’Ordine dei Medici, i medici di medicina generale, i consultori familiari, gli specialisti ginecologi ed andrologi, i centri di procreazione assistita, il Registro Nazionale per la Procreazione Medicalmente Assistita presso l'Istituto Superiore della Sanità;

8.Tutelare i donatori di gameti, coloro che aspirano diventarlo sotto ogni profilo, da abusi e sfruttamento di tipo economico riconoscendo la gratuità e l’altruismo come valori e requisiti imprescindibili riguardo la donazione di gameti per la procreazione umana; da violazioni rispetto alla privacy o attacchi e lesioni della loro dignità in ogni modo perpetrati.

9.L’Associazione assume come proprio valore fondante il diritto a donare e ricevere in modo gratuito e per mero spirito di altruismo gameti. Che la donazione debba essere libera, anonima, secondo le norme di legge e la scelta del donante e del donatario. Che nessuno debba subire pressioni di alcun tipo o essere oggetto di sfruttamento economico in relazione alla donazione di cellule riproduttive. Che le cellule riproduttive non possano essere oggetto di commercio a fini di lucro e possano essere unicamente donate a fini altruistici ed in modo assolutamente gratuito. Che la donazione è un atto di alto valore sociale. Che la dignità di chi dona e di chi riceva in dono debba essere tutelata in ogni modo e che vadano tutelati, secondo le norme vigenti, la loro privacy e la loro scelta per l’anonimato. Che vada, comunque garantito il diritto ai nati da donazione ed alle loro famiglie di accedere a quelle informazioni necessarie alla prevenzione e cura di malattie, specialmente di quelle ereditarie.

Per il raggiungimento dello scopo l’Associazione potrà chiedere contributi ad Enti pubblici e privati, finanziamenti, sovvenzioni, raccogliere fondi, ricevere donazioni. L’Associazione potrà, inoltre compiere ogni operazione immobiliare, mobiliare, finanziaria, nei limiti consentiti dalla legge, che riterrà utili o opportune al fine del raggiungimento degli scopi sociali.

Potrà, inoltre, nel rispetto delle leggi vigenti, gestire registri

informatici, anche contenenti dati sensibili e svolgere attività informativa anche mediante la stampa e distribuzione di periodici, stampati e documenti informatici di qualsiasi tipo.

Per il perseguimento degli Scopi Sociali l’Associazione si avvarrà prevalentemente delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati. In caso di particolare necessità, potrà inoltre assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, anche ricorrendo a propri associati. L’associazione, inoltre potrà perseguire il proprio scopo sociale anche in collaborazione con qualsiasi altra istituzione pubblica o privata che operi nell’ambito degli scopi

statutari o in ambiti affini oppure associarsi con altre istituzioni.

L’Associazione potrà chiedere l’iscrizione ai registri delle ONLUS e delle Associazioni di Promozione Sociale. In tal caso, ai sensi degli artt. 26 e 27 della L. 07.12.2000 n. 383, l’Associazione,avrà diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui all’articolo

22, comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241. A tal fine sono considerate situazioni giuridicamente rilevanti quelle attinenti al perseguimento degli scopi statutari.

L’Associazione, inoltre sarà legittimata:

a)a promuovere azioni giurisdizionali e ad intervenire nei giudizi promossi da terzi, a tutela dell’interesse dell’Associazione;

b)ad intervenire in giudizi civili e penali per il risarcimento dei danni derivanti dalla lesione di interessi collettivi concernenti le finalità generali perseguite dall’Associazione;

c)a ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti illegittimi lesivi degli interessi collettivi relativi alle finalità di cui alla lettera b).

L’Associazione è legittimata altresì ad intervenire nei procedimenti amministrativi ai sensi dell’articolo 9 della legge

7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche o integrazioni. ART. 3 - LA DURATA

L’Associazione ha durata illimitata, salvo le cause di estinzione di cui all’art. 27 C.C.

ART. 4 - I SOCI

Sono soci dell’associazione tutti coloro che abbiano compiuto la maggiore età, siano interessati agli scopi dell’Associazione, partecipino alla vita dell’associazione e ne facciano richiesta al Consiglio Direttivo;

Possono aderire all’Associazione tutti coloro che dichiarano di condividere gli scopi istituzionali della stessa e siano dotati di una irreprensibile condotta morale e civile.

Gli associati potranno fare parte anche di altre associazioni o fondazioni.

Tutti i soci hanno uguali diritti ed uguali doveri, sono tenuti a versare la quota associativa determinata dal Consiglio Direttivo ed a partecipare alle attività dell’Associazione. In Assemblea ciascun socio ha diritto ad un voto. Ciascun Socio ha diritto di partecipare all’elezione degli organi Associativi.

La quota associativa è intrasmissibile e non è rivalutabile né rimborsabile.

ART. 5 - DIRITTI ED OBBLIGHI DEGLI ASSOCIATI

La qualifica di socio attribuisce il diritto a partecipare alla

vita associativa ed a frequentare le iniziative indette

dall’Associazione, secondo le modalità stabilite dal Consiglio

Direttivo.

E’ espressamente escluso ogni limite, sia temporale che operativo, al rapporto associativo medesimo ed ai diritti che ne derivano. Tutti gli associati, maggiorenni, in regola con il versamento delle quote annue, godono del diritto di partecipazione alle assemblee sociali, nonché all’elettorato attivo e passivo.

Ogni socio avrà diritto ad un voto qualsiasi sia la quota versata secondo il principio di cui all'art. 2532, secondo comma. C.C. Acquisita la qualifica di socio lo stesso è tenuto:

-al pagamento della quota sociale;

-all’osservanza dello Statuto, dei regolamenti approvati dall’assemblea, delle deliberazioni prese dagli organi sociali, comprese eventuali integrazioni del fondo patrimoniale attraverso versamenti di quote straordinarie. I soci onorari sono esentati dal pagamento della quota.

Il Socio è tenuto a comunicare al Consiglio Direttivo il proprio indirizzo e numero di telefono, nonché l’eventuale indirizzo di posta elettronica, ai quali potranno essere trasmesse tutte le comunicazioni sociali. Sarà, inoltre, tenuto a segnalare ogni variazione e, in difetto, le comunicazioni saranno validamente inviate presso l’ultimo domicilio conosciuto.

ART. 6 - PERDITA DELLA QUALIFICA DI SOCI

La qualifica di socio si perde per dimissione volontaria, recesso, per decesso, per esclusione e per decadenza.

Il mancato pagamento della quota annua, deliberata dal consiglio direttivo, costituisce causa di esclusione.

La perdita della qualifica dovrà essere pronunciata dal Consiglio

Direttivo e non esonera dal pagamento della quota per l’anno corrente.

Il provvedimento di esclusione, assunto dal Consiglio Direttivo, se richiesto dall’interessato dovrà essere ratificato dall’Assemblea Ordinaria.

Sono, tra le altre, cause di esclusione:

-l’assenza non giustificata del socio per almeno tre sedute consecutive dell’Organo Assembleare;

Decadono da soci coloro che riportino condanne penali e che perdano la capacità civile per reati comuni o compiano atti che ledano l’onorabilità e che siano incompatibili con l’indirizzo e gli scopi dell’Associazione.

Il provvedimento di decadenza, deliberato dal Consiglio Direttivo, se richiesto dall’interessato dovrà essere ratificato dall’Assemblea Ordinaria. Il socio receduto, decaduto o escluso non ha diritto al rimborso della quota sociale e non può vantare alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

ART. 7 - PATRIMONIO

1) I mezzi finanziari per il raggiungimento dello scopo sociale sono costituiti da:

a)quote e contributi degli associati;

b)eredità, donazioni e legati;

c)contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubblici, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;

d)contributi dell’Unione europea e di organismi internazionali;

e)entrate derivanti da prestazioni di servizi convenzionati;

f)proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali;

g)erogazioni liberali degli associati e dei terzi;

h)entrate derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;

i)altre entrate compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo di promozione sociale.

l) da eventuale patrimonio mobiliare ed immobiliare di proprietà dell’associazione;

2. L’Associazione è tenuta per almeno tre anni alla conservazione della documentazione, con l’indicazione dei soggetti eroganti, relativa alle risorse economiche di cui al comma 1, lettere b), c), d), e), nonchè, per le risorse economiche di cui alla lettera g), della documentazione relativa alle erogazioni liberali se finalizzate alle detrazioni di imposta e alle deduzioni dal reddito imponibile di cui all’articolo 22.

L’Associazione può ricevere donazioni e, con beneficio di inventario, lasciti testamentari, con l’obbligo di destinare i beni ricevuti e le loro rendite al conseguimento delle finalità previste dall’atto costitutivo e dallo statuto. I beni così pervenuti sono intestati all’Associazione. Ai fini delle trascrizioni dei relativi acquisti si applicano gli articoli 2659 e 2660 del codice civile

Le somme versate per le quote associative non sono rimborsabili in nessun caso né rivalutabili.

Durante la vita associativa il patrimonio non può essere distribuito, anche in modo indiretto, agli associati.

In caso di scioglimento, per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto ad altra associazione avente finalità analoga o, ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della Legge 23.12.1996 n. 662 e salvo diversa

destinazione imposta dalla legge. ART. 8 - BILANCIO

L’esercizio sociale e finanziario coincide con l’anno solare che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Per ogni esercizio, sulla base delle scritture contabili sistematiche che evidenziano in ordine cronologico le operazioni poste in essere nel periodo di gestione, l’associazione ha l’obbligo di redigere un rendiconto economico e finanziario annuale che dovrà essere sottoposto all’approvazione degli organi statutari entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio. Copia del bilancio dovrà essere messa a disposizione di tutti gli associati insieme alla convocazione dell’assemblea che porta all’ordine del giorno l’approvazione.

Gli avanzi di gestione saranno destinati ad incrementare il fondo patrimoniale per il raggiungimento degli scopi statutari e non potranno in nessun caso essere distribuiti agli associati.

ART. 9 - GLI ORGANI

L’ASSEMBLEA

L’Assemblea Generale è costituita da tutti i soci e viene convocata almeno una volta l’anno, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale, con comunicazione, anche a mezzo telefax o posta elettronica, dal Presidente, e con avviso da pubblicare almeno tre giorni presso la sede sociale.

All’assemblea potranno partecipare tutti i soci in regola con le quota associative.

La convocazione, dovrà contenere l’indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione nonché degli argomenti posti all’ordine del giorno.

Essa, oltre a deliberare sul bilancio consuntivo, svolge compiti di indirizzo generale dell’attività dell’Associazione. In particolare:

-esprime pareri sull’attività svolta nell’anno precedente e sui programmi per il futuro;

-propone iniziative da intraprendere e suggerisce le modalità di realizzazione.

L’Assemblea dei soci delibera altresì:

1)sulla nomina del Consiglio Direttivo;

2)se previsto, sulla nomina del collegio dei revisori;

3)sulle questioni sottoposte dal Consiglio Direttivo;

4)sui reclami presentati dagli associati avverso le decisioni del Consiglio Direttivo

L’Assemblea è presieduta dal Presidente o da un socio da lui delegato. Tutte le deliberazioni dovranno essere riportate su apposito libro verbali.

I soci potranno farsi rappresentare in Assemblea con delega scritta

solo da un altro socio, che non potrà avere più di dieci deleghe. Il voto potrà essere espresso anche per corrispondenza o posta elettronica, purché arrivi nella sede sociale prima dell’inizio della seduta.

L’Assemblea, in sede ordinaria, è regolarmente costituita in prima convocazione con la maggioranza dei soci iscritti ed in seconda convocazione qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza dei voti dei soci presenti su tutte le questioni poste all’ordine del giorno. La seconda convocazione deve essere tenuta in giorno diverso dalla prima.

L’Assemblea, in sede straordinaria, delibera sulle variazioni al presente statuto, sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione del patrimonio sociale nel rispetto di quanto disposto dall’art. 8 del presente statuto, sempre con il voto favorevole della maggioranza dei soci.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Il Consiglio Direttivo è nominato dall’Assemblea.

Il numero dei componenti è stabilito dalla Assemblea al momento della nomina ed è variabile da un minimo di tre ad un massimo quindici membri.

I consiglieri durano in carica due anni e possono essere riconfermati.

Essi eleggono tra loro un Presidente, un Vice Presidente, ed il Segretario.

Il Consiglio Direttivo si riunisce in seduta ordinaria su convocazione del Presidente ed ogni qualvolta ne facciano richiesta almeno il 25% dei consiglieri.

Il Consiglio delibera:

a)sulle domande di ammissione di nuovi associati;

b)sul verificarsi di una causa di recesso, esclusione e decadenza degli associati;

c)Sulla bozza di bilancio da presentare all’assemblea dei

soci;

d)Sulla quota associativa annua;

e)Sull’apertura di Comitati Regionali e sulla loro chiusura o esclusione dalla struttura associativa.

f)Sulla programmazione e svolgimento di ogni attività dell’associazione, nel rispetto del presente statuto.

g)Sulle eventuali direttive per i Comitati Regionali

h)Sulla attribuzioni di specifici incarichi agli associati

stabilendo, per essi, eventuali rimborsi e remunerazioni entro i limiti previsti dal presente statuto;

i) qualora appaia opportuno, per la materia da trattarsi, col consenso della maggioranza dei Consiglieri, alla seduta del Consiglio Direttivo potranno essere invitati consulenti nelle

materie specifiche.

Il Consiglio Direttivo è sempre convocato dal Presidente o dal Vicepresidente, anche mediante posta elettronica o sms, con preavviso di almeno 48 ore contenente l’ordine del giorno. Delibera sempre a maggioranza dei presenti. Le riunioni possono avvenire anche attraverso mezzi informatici o telematici che consentono la videoconferenza o la comunicazione a distanza. I voti possono essere espressi, entro l’orario previsto per la seduta mediante posta elettronica. Dello svolgimento della seduta, dei voti espressi anche in via informatica o telematica, fa fede il verbale sottoscritto dal Presidente, o in caso di assenza dal Vicepresidente e dal Segretario.

In caso di straordinaria urgenza il preavviso può essere ridotto fino a dodici ore.

IL PRESIDENTE

E’ eletto dal Consiglio Direttivo, nel suo seno ed ha la rappresentanza dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio.

In particolare gli è attribuito il potere di riscuotere ogni somma a qualsiasi titolo spettante all’Associazione, di aprire c/c anche con facoltà di scoperto e comunque compiere ogni attività presso Istituti di Credito, di nominare i consulenti dell’Associazione. Egli convoca e presiede il Consiglio Direttivo.

Tutte le funzioni del Presidente saranno assunte, in casi di sua assenza o impedimento dal Vice Presidente.

Il presidente può delegare, ad uno o più membri del Consiglio Direttivo, le funzioni relativamente ad un settore determinato della attività sociale e per periodi di tempo stabiliti i soggetti delegati saranno responsabili dell'attività delegata.

IL COMITATO TECNICO SCIENTIFICO

L’Associazione potrà avvalersi, per la migliore realizzazione delle sue attività, della collaborazione di un Comitato Tecnico

Scientifico, nominato dall’Assemblea su proposta del Consiglio

Direttivo, composto, oltre che da soci, da Personalità o Enti non facenti parte dell’Associazione e successivamente designate, che, ad alto livello, sono impegnati nel campo della ricerca, della formazione e della consulenza. Il Comitato Tecnico Scientifico, ferma restando la propria autonomia sotto il profilo tecnico scientifico, dovrà per quanto riguarda la propria attività attenersi alle direttive impartite dal Consiglio Direttivo Nazionale.

IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

L’Associazione potrà costituire un collegio di probiviri costituito da tre persone, non soci, nominato dall’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo.

Il Comitato dei Probiviri dirime ogni vertenza che dovesse sorgere fra gli associati e gli organi direttivi dell’Associazione e gli associati stessi.

La sua funzione è di amichevole compositore ed il suo giudizio inappellabile, la carica è gratuita e ogni loro verdetto dovrà essere riportato in apposito registro e notificato agli interessati con lettera raccomandata.

IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

L’assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo, potrà nominare un Collegio dei Revisori dei Conti composto da un presidente e due sindaci effettivi. Gli organi potranno essere scelti anche tra i non soci;

Il collegio dura in carica tre anni si compone di tre membri, rieleggibili una sola volta consecutivamente.

I revisori dei conti, se nominati, dovranno essere sempre convocati sia nei consigli direttivi che nelle Assemblee e verificano il rispetto dell’attività gestionale sia nei confronti delle norme di statuto che di Legge. Essi verificano, altresì, la rispondenza dei rendiconti economici – finanziari alle scritture contabili sistematiche e ne riferiscono all’Assemblea dei soci con propria relazione.

Ove riscontrano irregolarità contabili devono riferirne con urgenza all’Assemblea dei Soci.

ART. 10 – COMITATI REGIONALI

Con approvazione del Consiglio Direttivo, potranno essere costituiti Comitati Regionali. I Comitati Regionali avranno forma associativa comportante piena adesione al presente statuto del quale dovranno condividere scopo sociale e modalità di funzionamento, costituiranno a tutti gli effetti terminazioni locali dell’Associazione Nazionale ed i soci saranno contemporaneamente soci dell’Associazione Nazionale. Nella loro denominazione dovranno essere indicati come Comitati Regionali dell’Associazione. I Comitati Regionali avranno autonomia finanziaria e risponderanno autonomamente del proprio bilancio.

L’elezione dei Presidenti dei Comitati Regionali dovrà essere sottoposta alla ratifica del Consiglio Direttivo ed i Presidenti entreranno a far parte a pieno titolo del Consiglio Direttivo. In tal caso, il Consiglio Direttivo potrà avere un numero di consiglieri anche maggiore di quello previsto dall’art. 9 del

Presente Statuto, mentre i Consigli Direttivi dei Comitati Regionali non potranno superare il numero di 15 consiglieri. Il

Presidente del Comitato Regionale rappresenta, all’interno della Regione sia il Comitato Regionale che l’Associazione Nazionale ed avrà pieni poteri di rappresentanza in giudizio anche

dell’Associazione Nazionale.

I Comitati Regionali potranno essere chiusi per gravi motivi dal Consiglio Direttivo Nazionale oppure esclusi dalla struttura associativa. Costituiscono gravi motivi le inosservanze delle direttive impartite dal Consiglio Direttivo Nazionale. In tal caso, il Comitato Regionale escluso, ove intendesse proseguire una propria attività sociale, dovrà modificare la propria denominazione, perdendo la qualifica ed assumere statuto autonomo.

Dal momento dell’esclusione non avrà più alcun rapporto giuridico con l’Associazione Nazionale ed il Presidente perderà la qualifica di Consigliere del Consiglio Direttivo Nazionale. Le delibere di

Chiusura ed Esclusione sono reclamabili davanti all’assemblea dei soci.

ART.11 - SCIOGLIMENTO

In caso di scioglimento l’Assemblea delibera sulla nomina dei liquidatori e sulla determinazione dei poteri. Il patrimonio associativo, dedotte le passività, dovrà essere destinato ad altra associazione avente finalità analoga o, ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della Legge 23.12.1996 n. 662 e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ART. 12 – NORMA RESIDUALE

Per quanto non compreso nel presente statuto si fa riferimento alle norme vigenti in materia, in particolare la L. 07.12.2000 n. 383. Per ogni e qualsiasi controversia foro competente e quello in cui ha la sede legale l’Associazione.

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