A.I.D.A.G.G. Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti. 
La prima associazione in Italia che promuove la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana.

ribbon-icon-sqAzione sociale e morale

La donazione di gameti è un'azione di alto valore sociale e morale è il fondamento della fecondazione eterologa. Si tratta di una scelta consapevole di “condivisione” di un crescente problema sociale come quello dell'infertilità che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia.

globe-icon-sqFai un cambiamento

La donazione di ovuli o di sperma è una procedura regolata dalla legge spagnola sin dal 1988, in modo da garantire in ogni momento l’etica dei processi medici e biologici implicati, nonché la salute sia dei donatori che dell’embrione frutto della donazione.

info-icon-sqGratuito ed anonimo

Donare è volontario, gratuito ed anonimo. Vogliamo promuovere, tra le coppie fertili, la conoscenza di questa possibilità e di vigilare su ogni possibile abuso. Viene garantita la tutela dei donatori di gameti da abusi e sfruttamento di tipo economico riconoscendo la gratuità dell'azione.

120c8efe05d084a47f55d52bf1e8bb5d-e1346162308203Undici anni fa, il 10 marzo 2014, è entrata in vigore la contestatissima legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, smontata negli anni pezzo a pezzo dalla Corte Costituzionale. Il 9 aprile dello scorso anno la Corte ha cancellato il divieto di fecondazione eterologa. E oggi la bella notizia: sono nati in Italia i primi bimbi con fecondazione eterologa assistita. Sono due gemelli, un maschio e una femmina, venuti alla luce a Roma. Pezzi della legge sono ancora in piedi e la Consulta si pronuncerà ancora il 14 aprile, quando sarà chiamata a valutare il divieto di accesso alla diagnosi reimpianto per le coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche.


"Oggi possiamo annunciare i primi nati da eterologa – dice l’avvocato Filomena Gallo, segretario dell’associazione Luca Coscioni – Quale notizia migliore per guardare avanti e chiedere al Governo e al Parlamento di cancellare gli ultimi divieti rimasti, senza attendere l’intervento dei giudici, e aggiornare finalmente il libro I del Codice Civile. Equità nell’accesso alle cure, nuove nascite, meno aborti, più ricerca di cure a malattie fino ad ora incurabili: sono tutti eventi che potrebbero verificarsi se finalmente il Parlamento e il Governo decidessero di ascoltare i cittadini e gli scienziati italiani senza farsi limitare da vincoli di partito e ampliassero gli spazi di autodeterminazione individuale in materia di inizio e fine vita”.

L’associazione Luca Coscioni si batte da sempre contro i divieti contenuti nella Legge 40 e ha messo online un approfondimento che ripercorre la storia della legge, le sentenze di Tribunale, le pronunce della Corte Costituzionale e le azioni internazionali. La legge è entrata in vigore il 10 marzo 2004.
Il divieto di fecondazione eterologa è stato cancellato un anno fa. Nell’agosto 2012 i giudici della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo all’unanimità hanno invece condannato lo Stato italiano perché la legge 40, vietando alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche l’accesso alle tecniche di fecondazione in vitro con diagnosi preimpianto, viola l’articolo 8 della Carta Europea dei Diritti dell’Uomo. E proprio su questo punto si dovrà pronunciare la Corte Costituzionale ad aprile.

Sostiene Filomena Gallo: “11 anni fa entrava in vigore la legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Da allora per 33 volte si sono pronunciati i Tribunali e la Corte Costituzionale. Quattro divieti sono stati cancellati: divieto produzione di più di tre embrioni, obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, divieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili, divieto di eterologa. Altri due – prosegue – sono in attesa di discussione in Corte Costituzionale: il 14 aprile il divieto di accesso alla diagnosi preimpianto per le coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche, poi quello di utilizzo di embrioni sovrannumerari per la ricerca scientifica e revoca del consenso. Rimane indiscusso il divieto di accesso per single e coppie dello stesso sesso. Questo è il bilancio di 11 anni di lotte delle associazioni di pazienti e dell’Associazione Luca Coscioni che con il Partito radicale, fin dai tempi del referendum abrogativo del 2004, si sono attivati affinché questa legge proibizionista ed ideologica venisse cancellata”.

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