A.I.D.A.G.G. Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti. 
La prima associazione in Italia che promuove la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana.

ribbon-icon-sqAzione sociale e morale

La donazione di gameti è un'azione di alto valore sociale e morale è il fondamento della fecondazione eterologa. Si tratta di una scelta consapevole di “condivisione” di un crescente problema sociale come quello dell'infertilità che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia.

globe-icon-sqFai un cambiamento

La donazione di ovuli o di sperma è una procedura regolata dalla legge spagnola sin dal 1988, in modo da garantire in ogni momento l’etica dei processi medici e biologici implicati, nonché la salute sia dei donatori che dell’embrione frutto della donazione.

info-icon-sqGratuito ed anonimo

Donare è volontario, gratuito ed anonimo. Vogliamo promuovere, tra le coppie fertili, la conoscenza di questa possibilità e di vigilare su ogni possibile abuso. Viene garantita la tutela dei donatori di gameti da abusi e sfruttamento di tipo economico riconoscendo la gratuità dell'azione.

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La sentenza che ha demolito la legislazione nazionale sulla fecondazione eterologa compirà un anno il prossimo 9 aprile.
Pochi giorni dopo, il 14, la Corte Costituzionale potrebbe emanare la bocciatura numero 34 della legge 40 sulla fecondazione assistita, stavolta in merito alla diagnosi pre impianto. Intanto in Italia nascono i primi bambini (due gemelli, un maschio e una femmina) dono dell'eterologa e si aspetta, sempre meno fiduciosi, che il Parlamento o il governo produca una legge.


Tra i numerosi dietrofront registrati nell'ultimo anno di governo c'è proprio il capitolo legato alla legislazione sulla fecondazione eterologa. Doveva arrivare un decreto prima della pausa estiva, poi un disegno di legge in Parlamento in autunno. Sul fronte si registra il classico 'silenzio assordante'.

A febbraio, durante un'audizione davanti alla Commissione Sanità del Senato, il ministro Beatrice Lorenzin presentava ancora la "bozza" di un DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri). "Il provvedimento provvede a includere tra i livelli essenziali di assistenza l'attività di selezione dei donatori di cellule riproduttive, di prelievo, conservazione e distribuzione delle cellule stesse. Le Regioni non dovrebbero chiedere di più, stiamo però pensando ad altre soluzioni, come indicare una tariffa massima. Per tutte le altre prestazioni legate alla fecondazione invece resta il ticket normale". Si pensa a 'soluzioni', intanto è passato un anno.

La mancanza di una legge a livello nazionale si traduce nel caos normativo, e ogni Regione va per conto suo. Fin qui si sono mosse in sette. In Friuli, Emilia, Toscana, Umbria, Marche e Sicilia è a carico del servizio sanitario nazionale. La Lombardia procede nel verso opposto. Le restanti 13 Regioni sono ancora ferme. Il risultato è un trattamento economico diverso per le coppie che vogliono ricorrere all'eterologa in base alla loro residenza. Ma non è l'unico problema.

Come sottolineava il Corriere della Sera lo scorso 6 febbraio "il problema è l'assenza di donatrici.
Un ostacolo che le nostre istituzioni non hanno risolto. Questioni etiche. Per trovare donne disposte a donare i propri ovuli (sottoponendosi a pesanti trattamenti ormonali e a un intervento chirurgico per il prelievo), bisognerebbe riconoscere un premio di solidarietà. Un rimborso in denaro che copra almeno le giornate perse. Ma la soluzione è contestata da chi teme di creare, in questo modo, lo sfruttamento delle donne in difficoltà economiche".

La legge Stabilità 2015 ha istituito il registro nazionale dei donatori, ma non decolla per i motivi elencati dal quotidiano milanese. Difficoltà che nascono anche dalla linee guida approvate a settembre dalla Conferenza delle Regioni, che impongono criteri per la selezione dei donatori molto più stringenti che nel resto d'Europa.

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