A.I.D.A.G.G. Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti. 
La prima associazione in Italia che promuove la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana.

ribbon-icon-sqAzione sociale e morale

La donazione di gameti è un'azione di alto valore sociale e morale è il fondamento della fecondazione eterologa. Si tratta di una scelta consapevole di “condivisione” di un crescente problema sociale come quello dell'infertilità che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia.

globe-icon-sqFai un cambiamento

La donazione di ovuli o di sperma è una procedura regolata dalla legge spagnola sin dal 1988, in modo da garantire in ogni momento l’etica dei processi medici e biologici implicati, nonché la salute sia dei donatori che dell’embrione frutto della donazione.

info-icon-sqGratuito ed anonimo

Donare è volontario, gratuito ed anonimo. Vogliamo promuovere, tra le coppie fertili, la conoscenza di questa possibilità e di vigilare su ogni possibile abuso. Viene garantita la tutela dei donatori di gameti da abusi e sfruttamento di tipo economico riconoscendo la gratuità dell'azione.

“Caro Prof. Scollo, sull’eterologa troppe inesattezze e troppi problemi inesistenti”

Replica del Presidente dell’Associazione Hera al Presidente della SIGO

CATANIA – «Contrariamente alle affermazioni del Prof. Paolo Scollo, l’applicazione dell’eterologa in Italia non crea problemi e non necessità di alcuna nuova legge, dopo la sentenza 162 della Corte Costituzionale». Lo ribadisce con forza il prof. Mario Gambera, presidente dell’Associazione Hera, la maggiore in Italia tra quante rappresentano le coppie infertili e gli operatori del settore. 

 
«Apprendiamo con vero disappunto e stupore - sottolinea Gambera - quanto dichiarato da Scollo, presidente della SIGO, sulla necessità di una nuova legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) per cambiare le norme in vigore, perché a suo avviso l’introduzione dell’eterologa creerebbe problemi amministrativi e politici, etici e morali. Al punto da ipotizzare per il medico l’obiezione di coscienza come per la pratica dell’aborto. Si tratta, come è evidente, di inesattezze e argomentazioni inconsistenti, che l’Associazione Hera non può non contestare». 

Contro le posizioni sostenute da Scollo, che vanno a discapito del diritto alla genitorialità riconosciuto dalla Costituzione e dalla Consulta, vale evidenziare alcuni semplici punti

1) Tutti i giuristi (prova ne sia che i ripetuti appelli da loro lanciati non vedono una sola voce discordante) hanno sostenuto e sostengono che nessun passaggio legislativo è necessario per l’immediata applicazione delle cure “Eterologhe”, dopo la Sentenza della Corte Costituzionale n. 162/2014, come ha chiarito lo stesso presidente della Consulta, Giuseppe Tesauro, estensore della pronuncia.

2) Nella parte ancora vigente della legge 40/2004, l’articolo 16 regolamenta già in modo puntuale l’eventuale obiezione di coscienza da parte del personale sanitario (possibile che il prof. Scollo ignori questa norma?);

3) L’eterologa non può in nessun modo essere paragonata all’aborto, in quanto nell’eterologa vi è alla base di tutto un atto di amore: la donazione di gameti. Donazione che serve per far nascere una nuova vita non ad interromperla, come avviene nell’aborto.

4) La donazione dei gameti può e deve essere altruistica. E ricordo a noi tutti che in Italia esistono già 70000 ovociti congelati, di cui certamente 15000 idonei per la donazione. A questi si potrebbero aggiungere gli ovociti prodotti in più dalle coppie di pazienti che si devono sottoporre ad una tecnica di PMA e che, dopo aver soddisfatto il proprio naturale desiderio di genitorialità, potrebbero donare ai meno fortunati di loro.

Alla luce di quanto detto sopra, i pazienti che in Italia richiedono l’eterologa non hanno più motivo di attendere. «Auspichiamo – sottolinea ancora il presidente di Hera, Mario Gambera - che si sblocchi al più presto lo stallo in cui si trova l’applicazione dell’eterologa, e che tutti si adoperino, a partire dal prof. Scollo, affinché ciò avvenga nell’immediato. Perché questa stasi sta comportando ingenti sofferenze alle coppie-pazienti costrette ad un’inutile attesa che dura già da sei mesi. Ma forse qualcuno preferisce che i nostri cittadini vadano all’estero con un ingente aggravio di disagi economici e soprattutto psicologici».

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