A.I.D.A.G.G. Associazione Italiana per la Donazione Altruistica e Gratuita di Gameti. 
La prima associazione in Italia che promuove la cultura della donazione gratuita ed altruistica di gameti per la riproduzione umana.

ribbon-icon-sqAzione sociale e morale

La donazione di gameti è un'azione di alto valore sociale e morale è il fondamento della fecondazione eterologa. Si tratta di una scelta consapevole di “condivisione” di un crescente problema sociale come quello dell'infertilità che oggi può essere finalmente affrontata con la fecondazione eterologa anche in Italia.

globe-icon-sqFai un cambiamento

La donazione di ovuli o di sperma è una procedura regolata dalla legge spagnola sin dal 1988, in modo da garantire in ogni momento l’etica dei processi medici e biologici implicati, nonché la salute sia dei donatori che dell’embrione frutto della donazione.

info-icon-sqGratuito ed anonimo

Donare è volontario, gratuito ed anonimo. Vogliamo promuovere, tra le coppie fertili, la conoscenza di questa possibilità e di vigilare su ogni possibile abuso. Viene garantita la tutela dei donatori di gameti da abusi e sfruttamento di tipo economico riconoscendo la gratuità dell'azione.

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Giorno 25 Ottobre dalle ore 17.00 alle ore 20,00 ed il 26 Ottobre dalle ore 10.00 alle ore 13,00 presso il Grand Hotel Villa Itria  (via Antonio Aniante, 3 - 95030 Viagrande - CT) si svolgerà un convegno “Prospettive per una nuova organizzazione Umanizzata della Riproduzione Assistita in Italia che pone al Centro il paziente-persona” fra le associazioni di pazienti con problemi di fertilità l’incontro è aperto a tutti ed in particolare si invitano:

Tutte le coppie-pazienti a partecipare per riflettere assieme e fare il punto sulla situazione delle tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) oggi in Italia.


Le ragioni di un momento di incontro fra le associazioni e le “coppie-pazienti”

Dopo che già da alcuni anni l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera lo stato di infertilità di coppia come una patologia non è più possibile sopportare che in Italia le tecniche di PMA non siano inserite nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Ecco perché ci sembra naturale organizzare un momento d’incontro, per mettere assieme le varie associazioni di pazienti e fare il punto della situazione. Noi riteniamo si debba focalizzare la nostra attenzione su tre punti fondamentali.

Primo, come già affermato dall’OMS, non è più possibile pensare che la situazione di infertilità di una coppia non sia una patologia dell’essere umano in quanto lo colpisce in uno dei suoi più fondamentali e naturali bisogni quello di riprodursi. Un bisogno così forte che la natura di per se lo mette prima dell’istinto di conservazione come è stato dimostrato dall’abnegazione e dal coraggio di molti genitori, nel corso della storia. Tutto ciò per dire che non è più possibile rimandare l’inserimento delle tecniche di PMA nei LEA ovvero nei livelli di assistenza garantiti dallo Stato a tutti i suoi cittadini; anche perché in questi ultimi anni si sta assistendo a situazioni di trattamento diverso delle coppie-pazienti in funzione della regione di residenza. Le coppie-pazienti “più fortunate” con 37 euro di ticket hanno diritto ad un trattamento di PMA mentre le meno fortunate come quelle siciliane che sono costrette a pagare più di 3000 euro. Questo ha fatto si che si istaurasse una mobilità passiva onerosa, ingiusta ed economicamente a dir poco inefficiente.

Secondo punto, pensiamo sia necessario e doveroso soffermarci a considerare gli aspetti psicologici che si nascondono dietro al ricorso alle tecniche di PMA per diventare genitori. La coppia-paziente vive una situazione di stress e di disagio causati sia dalla consapevolezza che qualcosa in se non va, sia dall’invasività (fisica e soprattutto psicologica) della tecnica di PMA che si appresta ad usare.

A causa dell’uso di tali tecniche, la nascita del bambino non è più scandita dai tempi della natura ma da quelli della scienza. Quanto detto impone un momento di riflessione sulle tecniche di PMA, ovvero sui protocolli medici e le procedure di laboratorio in uso, per renderle più “umane” possibili.

Ultimo punto, capire per quanto possibile come in uno stato di diritto quale dovrebbe essere l’Italia una sentenza della Corte Costituzionale, la 162 del 9 aprile 2014 sulla cosiddetta “eterologa” continua ad essere disattesa, nonostante ciò stia comportando ingenti sofferenze alle coppie-pazienti italiane costrette ad un inutile attesa che dura da oltre sei mesi, per un semplice atto amministrativo che renda operativa la decisione della Consulta evitando così che i nostri cittadini vadano all’estero con un ingente aggravio di disagi economici e soprattutto psicologici.

Il Presidente dell’Associazione HERA

         Prof. Mario Gambera

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